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× Soggetto AQ 990
× Data 2013
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× Nomi Boyne, John

Trovati 3 documenti.

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Il piccolo burattinaio di Varsavia
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Materiale linguistico moderno

Weaver, Eva - Weaver, Eva

Il piccolo burattinaio di Varsavia / Eva Weaver ; traduzione di Martino Gozzi ; illustrazioni di Piero Macola

Milano : Mondadori, 2013

Contemporanea

Abstract: Questa è la storia di un coccodrillo, un giullare, una scimmia, una principessa e un principe: i burattini che Mika, un giovane ebreo confinato nel ghetto di Varsavia, trova nel cappotto ereditato dal nonno, un cappotto che si rivela magico, pieno di tasche e nascondigli, in cui potranno essere celati molti altri segreti. Questa è anche la storia di Max, un soldato tedesco in servizio in Polonia, e del suo incontro con un ragazzo con un cappotto troppo grande e misterioso, incontro destinato a cambiare le loro vite per sempre. Nei momenti più estremi la speranza può celarsi ovunque, anche in un piccolo battaglione di burattini colorati. Un romanzo che ci parla di coraggio e redenzione, oblio e memoria, una storia capace di toccare nel profondo come Il bambino con il pigiama a righe e La vita è bella. Età di lettura: da 12 anni.

Il violinista di Schindler
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Materiale linguistico moderno

Krumpen, Angela - Krumpen, Angela

Il violinista di Schindler : storia di un'amicizia / Angela Krumpen

Milano : Paoline : San Paolo, 2013

La repubblica delle farfalle
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Materiale linguistico moderno

Corradini, Matteo <1975- >

La repubblica delle farfalle / Matteo Corradini

Milano : Rizzoli, [2013]

Rizzoli narrativa

Abstract: Terezín si trova nella Repubblica Ceca. Nata a fine Settecento come città-tortezza, durante la Seconda guerra mondiale diventò un campo di raccolta degli ebrei destinati allo sterminio. Vi furono rinchiuse 155 mila persone. Solo 3807 tornarono a casa dai campi di Treblinka, Auschwitz-Birkenau e dagli altri lager del Reich dove furono deportate. Nel ghetto vissero circa 15 mila tra bambini e ragazzi: alla fine della guerra ne erano rimasti in vita 142. A Terezín c'era tutto: case, strade, musica, teatro. Peccato che non ci fosse la libertà. Le SS pattugliavano il ghetto giorno e notte. Si sparava, c'era sangue per le strade. Ogni tanto qualcuno cercava di fuggire e non ci riusciva, le famiglie erano separate e cercavano con ogni mezzo di restare in contatto. Ogni venerdì sera un gruppo di ragazzi si raccoglieva di nascosto intorno al bagliore di lumino per creare un giornale che fu chiamato Vedem, ovvero Avanguardia, e metteva insieme le notizie del momento: gli arrivi, le partenze verso l'ultima destinazione, ma anche poesie, disegni, interviste. Era il loro modo di lottare, di tenersi stretta la voglia di restare vivi. Molte pagine del giornale Vedem sono oggi conservate al Memorial di Terezín. Matteo Corradini è partito da quei documenti per raccontare una straordinaria forma di resistenza. Età di lettura: da 10 anni.