Mirko Fontemaggi

Biografia

Istruttore dei servizi di biblioteca prima in Sormani e poi in Oglio e Valvassori, mi piace condividere le opinioni sui saggi letti e soprattutto i film visti per promuoverli, scambiarli, diffonderli.

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Peggy Sue si e sposata - directed by Francis Ford Coppola

Qui mi si tocca sul personale, perché è una visione fatta quand'ero adolescente e al cinema Sanremese che nel frattempo è diventato ahimè un negozio di abbigliamento... Kathleen poi era proprio mia madre con quella voce un po' roca della Verdirosi e insieme alla vita da college e all'atmosfera trasognata del viaggio nel tempo ne fa uno dei film più amati di Coppola insieme ai Ragazzi della 56ª strada. Che dire infine delle musiche incantate di John Barry, che cosa volere di più?

Victim - regia di Basil Dearden

Suicidi omosessuali a Londra nel 1961, quasi un'apologia di reato... in un'industria di ricatti! Impensabile per i giovani d'oggi che spesso pensano alla bianca Albione come a una meta avveniristica e soprattutto gay friendly, ma non sempre è stato così...

Il piatto piange - regia di Paolo Nuzzi

Spostamento geografico da Luino ad Orta (perché? Chiara era tra gli sceneggiatori), bello spaccato sul ventennio fascista tra sesso a pagamento e omosessuali repressi e pentiti e sifilitici curati. Nuzzi sta addosso ad Aldo Maccione per 100 minuti. Micalizzi compone un bel tema alla cetra.

Acqua alla gola / diretto da Michael Anderson ; soggetto e sceneggiatura di David Osborn, Charles Sinclair ; musiche di Matyas Seiber

Il film si lascia vedere con una certa tensione, ce ne fosse nei thriller contemporanei! Lom fa sempre l'ispettore, già qua un po' sfigato... Però, il finale, ehm... Certo, con una tortura psicologica si può estorcere qualsiasi confessione, senza processi né tribunali: forse si usava così in Catalogna all'epoca...

Pranzo alle otto - diretto da George Cukor

Ricchi (o falliti) a New York nei favolosi anni '30, tra proibizionismo, grande depressione e strascichi di film muto, con le sue espressività caricate ma eloquenti. Più che le pungenti battute alla Wilde, mi colpisce la costruzione generale del film, un comedy drama che fa riflettere sull'amore, sulla carriera, sulla vita, sulla malattia e sulla morte, anche volontaria. Ricordi di vite parallele remote, di megalopoli irriconoscibili...

Frenesia del delitto - regia di Richard Fleischer

Come in Nodo alla gola, abbiamo dei giovani devoti all'acte gratuit larvatamente omosessuali con plagi e sudditanze psicologiche varie. Emerge anche qua il superomismo di Nietzsche. Fleischer non ha niente da invidiare a Hitchcock, dico proprio come regista... E questo rappresenta un vero manifesto contro la pena di morte che avrebbe qualcosa da dire anche a Schopenhauer: non solo il suicidio ma anche l'omicidio legalizzato non è la soluzione. Unica caduta di gusto, il riferimento a dio nel finale... mah!

La casa dei libri - un film di Isabel Coixet

Finalmente un film dove non si grida ma si parla sottovoce, in un ottimo inglese per di più! Siccome la protagonista non credeva che l'umanità fosse divisa in carnefici e vittime, ha la sua bella pariglia. Bradbury esce vincente, ne sono commosso. C'è però una cosa che non capisco: se vinci il premio Goya, mi aspetto che gli attori siano spagnoli, sia parlato in spagnolo (o catalano), sia girato nella penisola iberica, e invece vedo l'Irlanda del Nord fatta passare per Suffolk.

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