MIRKO FONTEMAGGI

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Rete padrona - Federico Rampini

Rampini è sempre molto stimolante e anche colto e divertente nella scrittura. Certo l'argomento è fortemente obsolescente cioè già dopo un lustro inizia a portar male i suoi anni, diventa storia della tecnologia e della sua ricezione sociologica. Ad esempio, sui google glass o sulle google car o ancora sui famigerati 99 centesimi per whatsapp o sulla capacità illimitata di gmail (ricordo che è gratuita fino a 15 GB)... Lo ringrazio per avermi fatto conoscere eventi che mi sono sfuggiti in quanto saturato dalle notizie anche insignificanti. Troppi, innumerevoli, gli spunti di riflessione, dalla tendenza alla distrazione ogni 15 minuti (fosse!) alla sindrome FOMO (fear of missing out) all'importanza della demografia (ma non è necessario "bonificare" le paludi per debellare la malaria) all'uso di neologismi come balcanizzazione ecc. Mi resta una bella domanda alla fine di tutto: ma se sbarcassero gli alieni (ormai nulla è improbabile di questi tempi), come distingueremmo le fake news?

Perché? - Umberto Galimberti, Irene Merlini, Maria Luisa Petruccelli

Interessanti scelte, anzi direi temerarie con filosofi anche contemporanei, otto su cento! Da esperto, direi ottima la presentazione su Schopenhauer, pessimistica e terribile comme il faut! Meno azzeccata la domanda finale, meno comprensibile da un ragazzo, che poteva esprimersi con un: "Desideri veramente quello che vuoi?", ad esempio.

Abbi il coraggio di conoscere - Rita Levi-Montalcini

Come gestire il proprio gestore? La più che nonagenaria Rita ci ripeteva nel 2004 l'imperativo categorico morale kantiano: abbi il coraggio di conoscere! Controllare e non proibire, in un continuo dialogo tra scienza ed etica. Quanto al dilemma filosofico per eccellenza, però, quello annoso sul libero arbitrio, ahimè sembra che non avesse considerato il peso di menti illustri e né Spinoza né Erasmo o Lutero sono stati sufficienti a farla smuovere dalla credenza nelle infinite capacità decisionali del singolo... insomma nessun credito all'equazione schopenhaueriana carattere + motivo = azione.

22 misteri della storia - Georgia Costa

Basterebbe il riferimento al manoscritto Voynich a renderlo un libro appetibile a grandi e piccini! Per il resto è solo un elenco abbastanza banale di misteri più o meno discutibili: Bermude, Atlantide, Loch Ness...

Il Pap'occhio - regia di Renzo Arbore

Accozz'aglia, verrebbe da scrivere... Tutti giovani e brillanti, certo, c'è una serie di personaggi rimpianti della nostra storia della cultura e dello spettacolo, però a parte la simpatia di certe idee rimane ben poco. Addirittura si è riusciti a scomodare il ricordo di uno stilita, cosa che forse solo Buñuel era riuscito a fare! e poi c'è un Deus ex machina Panda, o un orto dei jazzemani, fino alla traduzione veramente surreale "e ora lavora": insomma, un cliché cristiano dopo l'altro. Imperdibile certo rimane l'ex di Arbore che recita la figlia di Iorio, quello sì rimarrà nella storia degli equivoci. Spassoso Benigni nel DVD speciale mentre spiega il suo peccato originale appeso a una balaustra.

Una luna chiamata Europa - un film di Kornèl Mundruczó

Uno dei film più strani mai visti, di un realismo violento ma irrealistico/fantascientifico/mistico, ormai l'originalità sconfina con la fisica quantistica! Zsombor Jéger bruttino ma sensuale nella parte del siriano in terra ungherese. Ecco, forse questi registi hanno più coraggio e fantasia dei nostri, irretiti nella tradizione della commedia o dell'engagement politico-sociale.

E se nessuno mi becca? - Bruce Weinstein

Mi ha dato un po' fastidio, mi ha messo a disagio... Sembra un trattato casuistico di etica prescrittiva, cosa che aborro, non voglio che qualcuno mi dica cosa fare (compito del diritto), non conosco doveri, lo imparo sul campo, sento, ascolto, compatisco, non c'è nessun decalogo, almeno nessuno scolpito nella roccia. Che poi possa servire ai ragazzi che si avvicinano non dico alla filosofia ma alla vita...? No, nemmeno, non penso che sia l'atteggiamento giusto. Lou Marinoff diverte, Bruce Weinstein spaventa.

The circle - diretto da James Ponsoldt

Sconvolgente pensare che il futuro possa essere così... E' già così? In parte. Lo è con quei personaggi secondari di cui non si parla ma che occhieggiano dappertutto durante questi 110 minuti: i droni. Che poi possano essere teleguidati da privati per scopi capitalistici e consumistici o dagli stati per finalità totalitaristiche non saprei, ancora siamo al neolitico della faccenda. Non mi è piaciuto il doppio finale, meglio chiudere con la porta che si apre sulla luce che sui mille monitor che già abbiamo visto abbondantemente in precedenza. Elfman ansiogeno, una specie di marcia futuristica da stress.

L'uomo che vide l'infinito - scritto e diretto da Matthew Brown

La vittoria della giustificazione estetica dell'esistenza: commuoversi per una storia di cui non si capisce niente! Mi spiace infatti infinitamente non arrivare a queste eccelse vette di contemplazione e quindi non capire questa genialità. Bell'ambientazione indiana ma anche dell'Inghilterra di Berty e dell'atmosfera che sarà di Wittgenstein. Arrivare fino ai titoli di coda val la pena per scoprire la decima sinfonia di Beethoven.

Movies 2000 - Moby ... [et al.!

Buona scelta da colonne sonore da scoprire, certamente pasticciate tra musica classica, compositori per colonne sonore e evergreen rock/pop/jazz. Tra le altre si distinguono Einaudi, Fauré, Satie, O'Halloran, Mozart e Marianelli.

Il dubbio

Peccato averne sospeso l'abbonamento, spesso leggo gli spassosi articoli culturali e filosofici di Marco Lanterna!

Indovina chi c'è nel piatto? - scritto e illustrato da Ruby Roth

Bellissimo! questa è proprio filosofia per bambini e ragazzi, perché fa riflettere su cose che non devono essere scontate, come l'alimentazione, cioè quello che vediamo nel piatto ahimè non l'abbiamo ucciso noi, e se avessimo veramente fame non so se lo uccideremmo noi! Si badi anche che non stiamo parlando di vegan o di mode dell'ultimo scorcio di secolo, flatus vocis che potrebbero dare fastidio, ma di semplici riflessioni sulla classica domanda kantiana: "Che cosa devo fare?", horror vacui à la Buridano che con un po' di coraggio possiamo affrontare con serenità.

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