La promessa
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Materiale linguistico moderno

Galgut, Damon

La promessa

Titolo e contributi: La promessa / Damon Galgut ; traduzione dall'inglese di Tiziana Lo Porto

Pubblicazione: Roma : E/O, 2021

Descrizione fisica: 278 p. ; 21 cm

ISBN: 9788833574103

EAN: 9788833574103

Data:2021

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Opera:

Nomi: (Autore) (Traduttore)

Classi: Narrativa (0) 823.92 NARRATIVA INGLESE, 2000- (23)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2021
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 9 copie, di cui 0 in prestito.

Biblioteca Collocazione Barcode Stato Prestabilità Rientra
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Biblioteca Calvairate CAL 823 N GALG T2584213 Su scaffale Prestabile
Biblioteca Dergano Bovisa DER 823 N GALG T2584215 Su scaffale Prestabile
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Quattro funerali e una promessa sono i nuclei narrativi di questo romanzo, ambientato nel Sudafrica al tempo della transizione al post-apartheid.

Il romanzo ha spiazzato tutto il gruppo di lettura per la storia narrata e per la scrittura. Quest’ultima è insolita e ha qualcosa di teatrale: cambia spesso soggetto narrante, in certi punti si rivolge direttamente a chi legge; sembra allontanarsi per qualche paragrafo da tutta la vicenda familiare, concentrandosi su particolari che sembrano inutili, ma solo per allargare la sensazione di forti contrasti che, infine, si riducono a una condanna al non cambiamento.

Anche i dialoghi sono inseriti nel testo senza una punteggiatura facilmente individuabile. Questo forte straniamento e contrasto, che in alcuni casi ha rafforzato la lettura stessa, ha lasciato una curiosa e condivisa difficoltà da parte di tutto il GdL a riuscire ad attribuire facilmente il colore della pelle ai personaggi, dato purtroppo importante e fondamentale per un libro che affronta una storia familiare, privata, ma per forza di cose collettiva.

Condivisa anche la sensazione di una storia senza via d'uscita, nella quale la promessa, anche qui privata e collettiva, è l'unica protagonista e condanna. Non c'è un intento politico palese, ma una fotografia e uno spaccato di una società, dominata da fatalismo e disfattismo e dove quasi nessuno fa nulla per mantenere la promessa di cambiamento, giustizia e pacificazione. Un fallimento intergenerazionale e intragenerazionale, "si gira pagina, passano nove anni, ma non te ne accorgi, tutto è uguale".

I personaggi "non sono considerevoli nella cronologia nella quale vengono collocati". Singolarmente hanno qualche aspetto positivo, la combinazione invece è fallimentare, sono negativi, ma "non sono grandi nel male, sono degli omuncoli". Si è fatto cenno addirittura alla psicogenealogia: le situazioni non risolte si tramandano tra generazioni. Ma dove si è inceppato il meccanismo?

Paolo, non sono d' accordo, questo libro di Damon Galgut è molto bello, secondo me, ti dirò che il nome di questo autore va ad aggiungersi a quelli di Gordiner e Koetze: anche lui, come i due premi Nobel, ci aiuta a capire il Sudafrica nella fase di transizione e lo fa regalandoci un bel romanzo, una bella storia.

A me è piaciuto, però i gusti sono gusti!

Ciao, Mari

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