Non superare le dosi consigliate
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Rizzacasa D'Orsogna, Costanza

Non superare le dosi consigliate

Abstract: "La nascita di una scrittrice che sulla pagina non sbaglia mai misura, se di misura vogliamo parlare."Corriere della Sera - Teresa Ciabatti"Una storia di tremenda potenza."Loredana Lipperini"Un vorticoso e ipnotico viaggio nel dolore, nella follia e nel perfezionismo: imperdibile."Elle - Alessandra Di Pietro"Leggo Costanza Rizzacasa d'Orsogna e mi pare di trovare le parole per tutto quello che mi ha fatto e mi fa davvero male"Chiara Gamberale"Non c'è un problema che un farmaco non curi, mamma lo dice sempre. A casa nostra non si parla, si prendono medicine. Così lei mi dà il Dulcolax ogni sera perché sono una bambina grassa. Due compresse, quattro, otto. E io non so che legame ci sia tra il Dulcolax e una bambina grassa, visto che non dimagrisco…" C'è un peso che non si può perdere, anche quando l'hai perso tutto. Matilde lo sa: la mamma, bulimica, passa le giornate a vomitare; lei ha cominciato a ingrassare quando aveva sei anni ed è affamata da una vita. A scuola elemosina biscotti, a casa ruba il pane, e intanto sogna che le taglino la mano. Ottanta chili a sedici anni, a diciotto quarantotto; Matilde va in America a studiare, splende, ma la fame e la paura le vengono dietro. Finché, dopo la morte della madre, il tracollo finanziario del padre e una relazione violenta, supera i centotrenta chili. E quando esce, c'è sempre qualcuno che la guarda con disprezzo. ­Allora Matilde si chiude in casa per tre ­anni, e sui social si finge normale. Ma che vuol dire normale? Un romanzo crudo e potente tra due lingue e due culture, tra gli anni Settanta e oggi. Un libro vorticoso tra perfezionismo, autolesionismo, menzogna e dipendenze.


Titolo e contributi: Non superare le dosi consigliate

Pubblicazione: Guanda, 30/01/2020

EAN: 9788823524187

Data:30-01-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 30-01-2020

"La nascita di una scrittrice che sulla pagina non sbaglia mai misura, se di misura vogliamo parlare."Corriere della Sera - Teresa Ciabatti"Una storia di tremenda potenza."Loredana Lipperini"Un vorticoso e ipnotico viaggio nel dolore, nella follia e nel perfezionismo: imperdibile."Elle - Alessandra Di Pietro"Leggo Costanza Rizzacasa d'Orsogna e mi pare di trovare le parole per tutto quello che mi ha fatto e mi fa davvero male"Chiara Gamberale"Non c'è un problema che un farmaco non curi, mamma lo dice sempre. A casa nostra non si parla, si prendono medicine. Così lei mi dà il Dulcolax ogni sera perché sono una bambina grassa. Due compresse, quattro, otto. E io non so che legame ci sia tra il Dulcolax e una bambina grassa, visto che non dimagrisco…" C'è un peso che non si può perdere, anche quando l'hai perso tutto. Matilde lo sa: la mamma, bulimica, passa le giornate a vomitare; lei ha cominciato a ingrassare quando aveva sei anni ed è affamata da una vita. A scuola elemosina biscotti, a casa ruba il pane, e intanto sogna che le taglino la mano. Ottanta chili a sedici anni, a diciotto quarantotto; Matilde va in America a studiare, splende, ma la fame e la paura le vengono dietro. Finché, dopo la morte della madre, il tracollo finanziario del padre e una relazione violenta, supera i centotrenta chili. E quando esce, c'è sempre qualcuno che la guarda con disprezzo. ­Allora Matilde si chiude in casa per tre ­anni, e sui social si finge normale. Ma che vuol dire normale? Un romanzo crudo e potente tra due lingue e due culture, tra gli anni Settanta e oggi. Un libro vorticoso tra perfezionismo, autolesionismo, menzogna e dipendenze.

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L'autrice racconta di sè e del fratello "figli di genitori sbagliati" uniti da un rapporto distruttivo e malato con il cibo: lui anoressico, lei bulimica e farmaco-dipendente. E' un libro che fa molto pensare
Scrive: "Penso che per tutta la mia vita ho fatto lo yo-yo, che non c'è mai stata una volta che il mio peso fosse stabile, o ingrassavo o dimagrivo, non come le persone normali che magari nell'adolescenza fluttuano ma poi si stabilizzano e mangiano o non mangiano è lo stesso: la foto sul documento non cambia più di tanto. Il baratro è lì. Sempre."

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