Da Monteverdi a Puccini. Introduzione all'opera italiana
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Coletti, Vittorio

Da Monteverdi a Puccini. Introduzione all'opera italiana

Abstract: Questo libro si rivolge a quelli che non sanno nulla o quasi dell'opera italiana e ne sono incuriositi e attratti o cominciano a studiarla. Del nostro melodramma illustra i caratteri generali, gli elementi costitutivi (libretto, musica, canto, teatro), le componenti formali piú importanti (versi, arie, recitativi), i protagonisti (librettisti, compositori, cantanti, impresari). Ne segue la vicenda dalle origini, verso la fine del Cinquecento, al primo Novecento, quando le tradizioni operistiche nazionali perdono la loro specificità ed entra in crisi una secolare superiorità, in tutta Europa, del nostro teatro lirico. Il libro cerca di dare conto anche della straordinaria resistenza nei cartelloni, ancora oggi, del melodramma italiano, specie di quello di fine Settecento e dell'Ottocento, del suo successo mondiale, della sua diffusione popolare. L'autore prova a spiegare estensione e durata di questa fortuna senza eguali congiungendo due termini in genere molto lontani tra di loro, tragedia e favola, che l'opera unirebbe in sé, come unisce in sé sovrabbondanza di convenzioni formali e semplicità assoluta di contenuti.


Titolo e contributi: Da Monteverdi a Puccini. Introduzione all'opera italiana

Pubblicazione: Einaudi, 01/07/2014

EAN: 9788806165987

Data:01-07-2014

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-07-2014

Questo libro si rivolge a quelli che non sanno nulla o quasi dell'opera italiana e ne sono incuriositi e attratti o cominciano a studiarla. Del nostro melodramma illustra i caratteri generali, gli elementi costitutivi (libretto, musica, canto, teatro), le componenti formali piú importanti (versi, arie, recitativi), i protagonisti (librettisti, compositori, cantanti, impresari). Ne segue la vicenda dalle origini, verso la fine del Cinquecento, al primo Novecento, quando le tradizioni operistiche nazionali perdono la loro specificità ed entra in crisi una secolare superiorità, in tutta Europa, del nostro teatro lirico. Il libro cerca di dare conto anche della straordinaria resistenza nei cartelloni, ancora oggi, del melodramma italiano, specie di quello di fine Settecento e dell'Ottocento, del suo successo mondiale, della sua diffusione popolare. L'autore prova a spiegare estensione e durata di questa fortuna senza eguali congiungendo due termini in genere molto lontani tra di loro, tragedia e favola, che l'opera unirebbe in sé, come unisce in sé sovrabbondanza di convenzioni formali e semplicità assoluta di contenuti.

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