La vedova Couderc
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Simenon, Georges

La vedova Couderc

Abstract: Un giovane ricco esce di prigione, non sa dove andare: si ritrova – quasi senza accorgersene – a convivere con una matura vedova in una casa di campagna lungo un canale. È un rifugio, una nicchia di innocente, riposante carnalità, da cui guardare con più leggerezza le cose e le persone intorno – un paesaggio immobile, affocato. La promessa di una stasi biologica, di un auspicato torpore della mente. Ma altre donne interverranno a turbare quel precario equilibrio. Si scatena un inferno provinciale, di interessi e recriminazioni. E insieme si accende l'occasione demoniaca per tornare al delitto. A ragione Gide avvicinò questo romanzo allo "Straniero" di Camus, che apparve in quello stesso 1942. E aggiunse, in una lettera a Simenon: "... ma trovo che il suo libro si spinga molto oltre, pur senza averne l'aria, e quasi inavvertitamente, il che coincide con il livello più alto dell'arte". Rare volte Simenon è riuscito a rendere altrettanto palpabile il peso del destino.


Titolo e contributi: La vedova Couderc

Pubblicazione: Adelphi, 29/01/2014

EAN: 9788845910203

Data:29-01-2014

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 29-01-2014

Un giovane ricco esce di prigione, non sa dove andare: si ritrova – quasi senza accorgersene – a convivere con una matura vedova in una casa di campagna lungo un canale. È un rifugio, una nicchia di innocente, riposante carnalità, da cui guardare con più leggerezza le cose e le persone intorno – un paesaggio immobile, affocato. La promessa di una stasi biologica, di un auspicato torpore della mente. Ma altre donne interverranno a turbare quel precario equilibrio. Si scatena un inferno provinciale, di interessi e recriminazioni. E insieme si accende l'occasione demoniaca per tornare al delitto. A ragione Gide avvicinò questo romanzo allo "Straniero" di Camus, che apparve in quello stesso 1942. E aggiunse, in una lettera a Simenon: "... ma trovo che il suo libro si spinga molto oltre, pur senza averne l'aria, e quasi inavvertitamente, il che coincide con il livello più alto dell'arte". Rare volte Simenon è riuscito a rendere altrettanto palpabile il peso del destino.

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