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Trovati 11 documenti.

Jacob, il bambino di creta
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Materiale linguistico moderno

Salvatici, Andrea

Jacob, il bambino di creta / Andrea Salvatici ; illustrazioni di Eleonora Marton

San Dorligo della Valle : Einaudi Ragazzi, 2010

Einaudi ragazzi. . Storie e rime ; 420

Abstract: Un mattino di ottobre del 1943 molti bambini romani furono deportati con tutti i loro familiari verso uno dei luoghi più tetri del mondo. Non avrebbero fatto ritorno. Ma di quegli stessi avvenimenti esiste un altro racconto, che finisce in ben altro modo e parla di un bambino di creta, vivo come noi, che parte alla ricerca di Marco, uno dei bambini romani di quel mattino di ottobre. Se è vero che la storia è storia e guai a dimenticarla, neanche va dimenticato il mondo di Jacob, in cui noi vogliamo vivere, dove chi si vota a far male finisce sconfitto e disperso. Età di lettura: da 9 anni.

Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra
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Materiale linguistico moderno

Shem-Tov, Tami - Shem-Tov, Tami

Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra / Tami Shem-Tov ; traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi

Milano : Piemme, 2010

Abstract: Ogni volta che il dottore le consegna una lettera dello zio Jaap, Lieneke sente il cuore battere all'impazzata. La nasconde nel grembiule e la porta in camera, al sicuro, dove la legge e la rilegge. Perché sa che presto dovrà restituirla al dottore, che la brucerà o la farà in mille pezzi affinché non cada nelle mani sbagliate. Nessuno deve sapere che Jaap in realtà non è suo zio, ma suo padre. E che lei non si chiama Lieneke, bensì Jacquelin un nome che ormai appartiene al passato, a una vita precedente in cui poteva andare a scuola con le amiche di sempre, passeggiare nel parco e correre in bicicletta. Senza una stella gialla appuntata sul petto. Tutto è cominciato con il gioco dei nomi, quando la mamma ha spiegato a lei e alla sorellina più grande che tutti i membri della famiglia non si sarebbero più chiamati come prima. C'erano anche altre regole da rispettare: lasciare la città, Utrecht, e nascondersi. E non dire a nessuno di essere ebree. Da quel giorno, la famiglia si è separata, trovando rifugio presso membri della resistenza olandese. Lieneke vive in un villaggio sperduto con il dottor Kohly e sua moglie, che fingono di essere i suoi zii. Il padre, scienziato dal cuore d'artista, riversa ora il suo talento sui biglietti illustrati che manda a Lieneke, con quei disegni colorati e buffi che tengono accesa la speranza di una vita normale. Sarà proprio quella corrispondenza segreta ad aiutare la bambina a sopportare la fame e la paura, il freddo e la lontananza.

L'énigme de la maison abandonnée
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Materiale linguistico moderno

Cohen Hemsi, Cecilia

L'énigme de la maison abandonnée / Cecilia Cohen Hemsi

[S.l.! : Lang, ©2010

Collection ados

Non dite che col tempo si dimentica
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Materiale linguistico moderno

Dawan, Daniela

Non dite che col tempo si dimentica / Daniela Dawan

Venezia : Marsilio, 2010

Romanzi e racconti

Abstract: Milano, 2008. L'inquieta pianista Anna Orvieto ha un'appassionata relazione col giovane fotografo francese Philippe. Alla vigilia di un importante debutto alla Scala decide di seguirlo a Tunisi, un breve viaggio che toglierà inaspettatamente il velo su oscure vicende del passato riconciliandola con se stessa. Tunisi, 1938. Nella Tunisia amministrata dai francesi i fascisti italiani rivendicano con forza il dominio del paese. All'emanazione delle leggi razziali il mondo di Cesare Orvieto, illustre medico ebreo e autorevole esponente della comunità italiana, fascista convinto, va in pezzi. Diviso tra l'affetto per la moglie di cui rimpiange la grazia ormai sbiadita di ballerina e la travolgente passione per l'affascinante pianista Augusta Levi, incapace di rinunciare a un'appartenenza italiana che gli viene brutalmente negata, Cesare va incontro al proprio tragico, ineluttabile destino. Daniela Dawan, avvocato, è nata a Tripoli dove ha vissuto la sua prima infanzia. È rientrata in Italia nel 1967, con la famiglia, in seguito alla Guerra dei sei giorni. È vissuta a Roma, a Bruxelles e negli Stati Uniti.

Daniel Stein, traduttore
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Materiale linguistico moderno

Ulickaja, Ljudmila Evgenʹevna

Daniel Stein, traduttore / Ludmila Ulitskaya ; traduzione di Emanuela Guercetti ; a cura di Elena Kostioukovitch

Milano : Romanzo Bompiani, 2010

Romanzo Bompiani - Narratori stranieri Bompiani

Abstract: Daniel Stein è l'eroe di questo romanzo fatto di decine di testimonianze diverse: lettere, interviste, diari, articoli di giornale, atti giudiziari, dai quali i vari personaggi si affacciano per far udire la propria voce, la propria verità. E la figura di Daniel Stein, il ragazzo ebreo che lavorando come traduttore per la Gestapo riesce a far fuggire trecento ebrei dal ghetto di Emsk, s'impone su tutte. Il suo è lo stesso dono delle lingue che fu fatto agli apostoli nella Pentecoste, è la capacità di mettere in comunicazione gli uomini e le culture. Lo confermano le tappe del suo cammino: l'arresto, una fuga avventurosa, fattività fra i partigiani, l'approdo in un convento femminile, la conversione al cattolicesimo, la scelta di diventare frate carmelitano e infine, dopo la conclusione della guerra, il trasferimento in Israele. Qui, a Haifa, Stein fonda una comunità ispirata alla primissima chiesa, la chiesa di Giacomo, dove la messa si celebra in ebraico e si tenta una sintesi di ebraismo e cristianesimo. Ma al di là dei fatti, è il magnetismo di Stein a tenere insieme questo puzzle narrativo, storie che si dispiegano fra l'Europa orientale dell'Olocausto e l'Israele del dopoguerra, la terra dove, come dice un personaggio, ogni vita è un romanzo.

Come un figlio
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Materiale linguistico moderno

Oren, Ram

Come un figlio / Ram Oren ; traduzione di Claudia Converso

[Milano] : Sperling & Kupfer, 2010

Pandora

Abstract: Michael Stolowitzky è un bambino fortunato. I suoi genitori sono ricchi e lo coprono di attenzioni, e la sua amorevole tata, Gertruda, lo considera come un figlio. Ma Michael è un bambino ebreo di Varsavia e sono gli anni Trenta. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale la sua esistenza spensierata viene di colpo stravolta: la follia della guerra lo priva di un tetto, lo lascia affamato e senza un soldo e, in poco tempo, distrugge la sua famiglia. L'unico conforto in quel dolore incomprensibile è Gertruda, la premurosa bambinaia cattolica a cui la madre lo affida dal suo letto di morte: negli ultimi istanti di vita, la donna implora la tata di portare il bambino al sicuro in Palestina, e di non separarsi mai da lui. Senza esitare, Gertruda promette. Per tenere fede al giuramento, la giovane donna affronterà con Michael una terribile odissea nell'inferno della guerra: dopo una fuga rocambolesca fino al ghetto di Vilnia, intraprenderà un viaggio attraverso Polonia, Germania e Francia, con mezzi di fortuna e in condizioni disumane. Per poi attraversare il Mediterraneo a bordo dell'Exodus e imbarcarsi sul Transylvania, la nave che li porterà verso la terra promessa. Attraverso le vicende di Michael e Gertruda, a cui si intrecciano quelle di personaggi altrettanto intensi e coraggiosi, Ram Oren costruisce una storia dal ritmo incalzante, che ha per protagonista un'eroina tenera e al contempo indomita, come solo una madre può essere, disposta a qualsiasi sacrificio per il bene del suo bambino.

Un'intera vita
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Materiale linguistico moderno

Appelfeld, Aharon

Un'intera vita / Aharon Appelfeld ; traduzione di Elena Loewenthal

Parma : U. Guanda, [2010]

Narratori della fenice

Abstract: Un giorno, al ritorno da scuola, Helga, dodici anni e mezzo, trova la madre intenta a preparare una valigia. Quel viaggio improvviso le appare sospetto fin da subito: dove va? Perché parte da sola? Quando tornerà? La sua straordinaria avventura comincia così, dal dolore per una separazione e dal coraggio smisurato con cui rifiuta di accettarla. La madre è ebrea, se pure convertita, e la consapevolezza che sia questo il problema, e che non possa non riguardare anche lei, si fa a poco a poco più chiara: per via degli insulti grossolani dei compagni, dei silenzi imbarazzati del padre, sempre più distante, e dell'isolamento crescente in cui li confina la comunità del piccolo paese dove vivono. Gli ebrei e i non ebrei, impara Helga, sono diversi: nell'aspetto, nel modo di parlare, nelle abitudini, diversi come la gente di città e la gente di campagna, come la madre - fragile, dolce, ironica, a proprio agio con le parole e capace qualche volta di dimenticarsi allegramente dei doveri - e il padre e zia Brunilda, per i quali i fatti, l'ordine e il dovere vengono prima di tutto. Per Helga abbandonare la casa paterna e il rifugio-prigione della zia, mettersi in viaggio verso i campi di prigionia alla ricerca della madre, vuol dire anche esplorare questa diversità.

La sposa gentile
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Materiale linguistico moderno

Levi, Lia

La sposa gentile / Lia Levi

Roma : E/O, 2010

Dal mondo. . Italia

Abstract: Mentre fra mille luminarie si festeggia l'arrivo del '900, Amos, giovane banchiere ebreo di una cittadina piemontese, fa a se stesso una promessa per il nuovo secolo: diventare qualcuno e mettere su una solida famiglia patriarcale. Il destino però lo costringerà a giocare con altre carte. L'irrefrenabile passione per Teresa, una contadina cristiana del luogo, lo metterà di fronte all'ostracismo della comunità ebraica. Ma Teresa non vuole che il suo uomo debba soffrire per causa sua. Nell'amore fideistico e assoluto che prova per lui ingloba anche la sua religione: vuole a tutti i costi diventare ebrea. La storia di questa donna originale e commovente si snoda fino al terribile 1938 delle leggi razziali fasciste, attraverso la ricostruzione avvincente delle vicende familiari, dei cambiamenti politici e di costume dell'Italia.

La shoah e la cultura visuale
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Materiale linguistico moderno

Minuz, Andrea

La shoah e la cultura visuale : cinema, memoria, spazio pubblico / Andrea Minuz

Roma : Bulzoni, 2010

Impronte

Una famiglia
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Materiale linguistico moderno

Ciampi, Paolo

Una famiglia / Paolo Ciampi

Firenze : Giuntina, 2010 (, stampa 2009)

Abstract: Come una pianta che dopo la gelata riesce di nuovo a germogliare, perché ci sono radici che né gli anni né le persecuzioni possono spezzare. È questa la storia dei Ventura, una famiglia della borghesia ebraica italiana chiamata ad affrontare durissime prove tra il 1938 e il 1945. Il destino pare già scritto quando le vicende separano Anna e Luigi consegnandoli a un tragico epilogo. A doversela cavare nell'Italia in guerra rimangono solo i loro quattro figli, quattro ragazzini braccati e costretti a misurarsi con un mondo crudele in cui non è facile capire chi potrà aiutarti e chi invece ti tradirà. Farcela non sarà un'impresa di poco conto, suggellata da un cognome nuovo e da un paese nuovo, e poi da tanti figli, nipoti, bisnipoti che in Israele faranno del fragile arbusto dei Ventura un albero rigoglioso, in cui rivivranno anche Anna e Luigi. Una storia di violenza e dolore, ma anche di amore e speranza, che arriva fino ai nostri giorni.

Bronsky ricorda
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Materiale linguistico moderno

Hilsenrath, Edgar

Bronsky ricorda : [romanzo] / Edgar Hilsenrath ; traduzione di Roberta Gado Wiener

Milano : Baldini Castoldi Dalai, 2010

Romanzi e racconti ; 500

Abstract: Nel 1952 la famiglia Bronsky ottiene finalmente il visto per gli Stati Uniti. Peccato che la richiesta fosse stata inoltrata tredici anni prima, che nel frattempo in Europa sia successo quel che è successo e che i Bronsky siano ebrei tedeschi. Dal tavolo di un'osteria newyorkese, dove trascorre le notti assieme ad altri emigrati, Jakob Bronsky racconta le sue giornate passate in giro a rimediare lavoretti, cibo e sesso. Ricordare è per lui un'ossessione, ma nella sua memoria c'è un buco - scavato dagli anni del conflitto mondiale che, ne è convinto, può riempire solo scrivendo un romanzo capace di narrare in modo definitivo la guerra e il nazismo, la paura e l'orrore, un romanzo che con divertito cinismo vuole intitolare Il segaiolo. Bronsky ricorda è il resoconto sarcastico delle peripezie di un emarginato che con volontà strenua cerca di non piegarsi a un sistema, quello americano, che disattende le promesse e monetizza tutto, anche i rapporti fra le persone. La lunga confessione - non sapremo mai quanto veritiera - di un uomo scampato all'estinzione del proprio popolo e che continua a vivere anche se, talvolta, non ne vede la ragione.