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Trovati 3 documenti.

Il riscatto dei fanti. Caporetto tra letteratura, storia e memorialistica
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Fornari, Giuseppe - Barberi, Maria Stella

Il riscatto dei fanti. Caporetto tra letteratura, storia e memorialistica

Gangemi Editore, 1/4/2019

Abstract: Collana "Nuovo Millennio" seconda serie direttore: FRANCESCO MERCADANTE condirettori: NINO BORSELLINO, ANTONIO PUNZI, MARIA STELLA BARBERII due saggi che danno corpo a questo libro si propongono di gettare nuova luce sul significato di Caporetto nella storia d'Italia, e su un dibattito intellettuale e letterario attorno alla Grande Guerra che ha avuto pochi eguali negli altri Paesi europei. Muovendo dall'opera di Curzio Malaparte, scrittore e combattente volontario, Maria Stella Barberi riflette sul "riscatto dei fanti" – o dei santi maledetti – così come esso si configura da Viva Caporetto! fino a Kaputt e a Mamma marcia, i romanzi della seconda guerra mondiale. Giuseppe Fornari approfondisce invece – attraverso alcuni esempi di memorialistica italiana e austriaca – il senso del mito di Caporetto, nel rapporto con il reale svolgimento dei fatti e con le dinamiche collettive che li animarono. In entrambi i saggi, letteratura, storia e memorialistica vengono quindi convocate per ridare voce e dignità ai fanti di Caporetto, che una persistente leggenda nera continua ingiustamente a denunciare come disertori, e per rievocare un'Europa dilaniata allora nelle sue molte patrie, e oggi al contrario svuotata dal suo non riuscire ad essere un'unica patria. A emergere è una meditazione diversificata eppure concorde sulla Grande Guerra quale tragedia italiana ed europea.Questa seconda serie della collana "Nuovo Millennio" si congiunge alla prima serie, dedicata principalmente a titoli di filosofia e scienza della politica, di diritto, di storia, di economia: ma non senza una novità degna di considerazione. D'accordo con l'Editore, la Direzione ha ritenuto di dover procedere ad allargare la collana, dotandola di una sezione letteraria, fatte salve, ovviamente e rigorosamente, le esigenze della compatibilità. I titoli della seconda sezione saranno scelti, attingendo prevalentemente alla vena di quegli autori, tanto più se già presenti nella prima sezione, che abbiano saputo rompere il guscio dei generi. Non è raro il caso del giurista, per fare un solo esempio, che irrompa sulla scena letteraria con un capolavoro di narrativa; né quello, per converso, del romanziere che dia un decisivo contributo alla riflessione filosofica, tanto più se impegnata. Saranno accolti in tutta la pluriversa vivacità del loro estro. JAN PATOcKA, Europa e post-Europa. GIUSEPPE OCCHIATO, Oga Magoga. GIUSEPPE GANGEMI, G. B. Vico nel pensiero di Silvio Trentin. Un giudizio sulle massonerie. VALERIO MORI, Mondo naturale e "regnum hominis". Bacone, Patocka e il ripensamento fenomenologico del "politico". MARIA STELLA BARBERI, GIUSEPPE FORNARI, Il riscatto dei fanti. Caporetto tra letteratura, storia e memorialistica. GIUSEPPE BUTTÀ, Irving Kristol . L'avventura di un 'liberal'. GIUSEPPE GANGEMI, Innovazione democratica e cittadinanza attiva.in preparazione ANDREA FÀVARO, Prudentia e homo novus: materiali per il "Principe" in G. G. Pontano. AA.VV., Diritto ed economia. La Riduzione di B. Croce cento anni dopo. AA.VV., A. Del Noce: un filosofo attraverso la storia nel centenario della nascita. CARMELO GERACI, La triplice sponda. Popoli e lingue di Sicilia. JEAN JACQUES ROUSSEAU, Del contratto sociale o principi dei diritti politici. Versione critica a cura di Giovanni INCORVATI

La ricostruzione del castello di Miglianico ad opera di Francesco Bonfanti (1947-1959)
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Cecamore, Stefano

La ricostruzione del castello di Miglianico ad opera di Francesco Bonfanti (1947-1959)

Gangemi Editore, 4/5/2019

Abstract: Il paper propone i risultati delle ricerche effettuate presso l'Archivio progetti IUAV di Venezia per quanto riguarda il castello di Miglianico progettato da Francesco Bonfanti tra il 1947 e il 1959. L'edificio è un interessante esempio di ricostruzione proposto in Italia dopo i danni durante il secondo mondo Guerra. Il castello appartiene al periodo medievale, si trasforma in una forma di residenza nel XX secolo di proprietà dei Valignani, nobile famiglia del sud Italia. Tuttavia, la città di Miglianico perde almeno il 50% del suo patrimonio architettonico durante la seconda guerra mondiale. La ricostruzione successiva è spesso basata su alterazioni e adattamenti impropri degli edifici preesistenti, gestiti con tecniche e materiali non collegati alla tradizione edilizia locale. La capacità di Bonfanti di dialogare con il passato è evidente nell'accurata costruzione / ricostruzione di parti dell'intero preesistente e nell'uso di materiali tradizionali. Il progetto è in grado di restituire opportunamente il profilo originale e le relazioni morfologiche e volumetriche appropriate, giocando su diverse scale di percezione. L'attuale costruzione della nuova città nell'area prospiciente il castello rischia di compromettere l'equilibrio che Francesco Bonfanti aveva saputo intrecciare tra il contesto moderno e quello antico; questo, ancora una volta, porta l'attenzione sulla questione della protezione di un patrimonio costruito tra le richieste di conservazione e la necessità di trasformare aree urbane consolidate che sono difficili da inquadrare attraverso i soliti strumenti di salvaguardia.

È proprio necessaria una "nuova teoria" del restauro? Considerazioni sul volume di Salvador Muñoz Viñas
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Carbonara, Giovanni

È proprio necessaria una "nuova teoria" del restauro? Considerazioni sul volume di Salvador Muñoz Viñas

Gangemi Editore, 4/5/2019

Abstract: Il volume nasce dalla convinzione che i principi di restauro odierni non corrispondono più a quelli proposti nei testi canonici, giudicati oscuri e incongruenti, che l'Autore vuole sottoporre a critica per costruire una nuova struttura teorica. Questa necessità deriva da ragioni come il boom della conservazione dell'arte contemporanea, l'ascesa inarrestabile del digitale, l'ascesa della categoria Heritage, aperta all 'intangibile, e l'esplosione del Postmodernismo. La Teoria contemporanea mira a sostituire i precedenti miti delle teorie classiche (verità, storia, conoscenza, scienza ...) con altri, più adatti ai problemi che il restauro cerca oggi di risolvere: democrazia, sostenibilità, soddisfazione, intersoggettività . Lo spartiacque concettuale è rappresentato dalla Carta Burra e dal conseguente rifiuto dei principi di restauro riconosciuti, a partire da quello della reversibilità. La visione proposta è fortemente relativista e soggettivista, quindi gli oggetti di restauro non sono considerati tali per il loro valore culturale intrinseco, ma come simboli socialmente riconosciuti, o prova di discipline etno-storiche. Poco o nulla, infatti, parliamo nel volume della storia e della memoria. L'autore rifiuta, in particolare, la teoria di Cesare Brandi e il suo linguaggio non familiare. Non vuole entrare nella sua logica, che si sente lontano dalla loro sensibilità e preparazione, più aderente ad una visione empirica anglosassone. Tuttavia, egli non rinuncia alla parola teoria così tanto che si potrebbe ben dire che la sua è una teoria empirica, cioè, in sostanza, una non-teoria. Ma forse oggi non è il momento di fondare una nuova teoria, ma piuttosto, sulla scia di una lunga e autorevole tradizione, sviluppare ed espandere precedenti acquisizioni, con atti di raffinatezza e integrazione concettuale.