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× Nomi Bartezzaghi, Stefano
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× Data 2000

Trovati 5 documenti.

I greci e gli dèi
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Brelich, Angelo

I greci e gli dèi

Liguori Editore, 01/01/2000

Abstract: Nella nostra mentalità di moderni, divinità, miti e riti dell'antichità greca rischiano di venire fraintesi riduttivamente, come stereotipi di belle e fantasiose invenzioni, o di leziosi capricci poetici. Eppure dalla civiltà greca classica, e in particolare dalla sua religione, spuntava il germoglio destinato ad aprirsi, a fiorire e, con l'innesto della matrice giudaico-cristiana, a fruttificare nella civiltà alla quale noi tutti siamo oggi, in Occidente, legati attraverso un retaggio di inestimabili valori intellettuali, morali, sociali. Ma i Greci vivevano la loro religione nei miti, nei riti, nei culti divini, e in essa raccoglievano il senso della propria esistenza. Dunque per noi oggi si tratta di comprendere storicamente il senso della religione greca. E il libro di Brelich di ciò si fa problema. Egli riesce a ricostruire, in un grande e sintetico pannello storico, la genesi, gli sviluppi, gli esiti di quel mondo religioso, sul piano di una brillante divulgazione scientifica che vuol parlare proprio a un pubblico non specialista. Brelich guarda la religione in stretto rapporto con le più diverse manifestazioni della civiltà globale – le strutture politiche e sociali, il teatro, l'arte, i giochi, la letteratura, la filosofia –, e nel suo svolgimento storico, dall'età preellenica all'Ellenismo. Per di più, il libro si presenta come il primo e unico esempio di sintesi storica impostata su un criterio di comparazione, con il confrontare il "caso" greco con le più diverse civiltà religiose, antiche, primitive, occidentali, orientali: sì da cogliere in modo eloquente corrispondenze e peculiarità del "caso" storico preso in considerazione. Ben più di una "storia delle religioni", I Greci e gli dèi diventa un organico saggio di "storia della civiltà", entro un contesto comparativo e dinamico che non trova uguali nelle decine di manuali o di enciclopedie prodotte fin qui sull'argomento. È un modello esemplare di antropologia storica.

L'etica dello sguardo. Introduzione al cinema di Krzysztof Kieslowski
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Rimini, Stefania

L'etica dello sguardo. Introduzione al cinema di Krzysztof Kieslowski

Liguori Editore, 01/01/2000

Abstract: Il tragitto di Krzysztof Kieslowski (1941-1996) in venticinque anni dicinema è quello di una coscienza che non ha mai smesso di interrogare se stessa, di unosguardo che ha mostrato, senza spiegare, il mistero e la fragilità delluomotravolto dalle ellissi e dai ritorni di una casualità inaccessibile. I suoi film nasconodallinquietudine, dalla consapevolezza dellinsufficienza di un sapere che nonsia legato alla vita, dalla volontà di comprendere, dalla ricerca di un dialogo adistanza con lo spettatore, che sappia farsi interprete dei dubbi e delle incertezze delsuo animo. Lambiguità e lassenza di conclusione del suo cinema lascianosoltanto intravedere la realtà e sostituiscono limmagine alla parola, il silenzioal grido, il corpo allazione, restituendo allindividuo lo spazio puro delleemozioni, il tempo della propria coscienza. La continuità di temi e motivi, la circolarità degli sguardi sono il segno di una messain scena aperta, capace di costruire un universo sensibile in cui i personaggi coniuganola loro soggettività contrastata, in cui gli oggetti diventano gli strumenti dicorrispondenze enigmatiche e simboliche che rompono la meccanica narrativa, rivelando larelatività delle immagini, la molteplicità del reale. Wislawa Szymborska, poetessapolacca vicina al regista per la discrezione e lenergia dei tratti, per la costanteinterrogazione sulluomo, scrive: "La vita, per quanto lunga, sarà semprebreve/Troppo breve per aggiungere qualcosa". Eppure Kieslowski, nella breve intensitàdella propria carriera, ha aggiunto allinquietudine del suo sguardo una speranza,la speranza che comunicare sia possibile: ed è questa lunica certezzadel suo cinema.

Manuale di psichiatria e psicoterapia
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Lalli, Nicola

Manuale di psichiatria e psicoterapia

Liguori Editore, 01/01/2000

Abstract: Volume cartonato con sovracoperta a colori. Il Manuale, alla II edizione, mantiene inalterata la struttura globale, anche se c'è un ampliamento delle tematiche e del numero dei capitoli e quindi degli argomenti trattati. Diviso in quattro parti, il Manuale espone – in maniera coerente e sistematica – nella prima parte i concetti generali della psicologia dello sviluppo psichico, di norma e salute mentale, di psicopatologia dinamica e di nosografia. Nella parte seconda vengono proposti i vari quadri clinici che seguono un ordine rigoroso: fenomenologia, psicodinamica, diagnosi differenziale, interventi terapeutici e casi clinici esemplificativi. Una terza parte si occupa di problematiche specifiche come il sonno, la formazione e la crisi della coppia, l'adolescenza, ecc. Infine vengono proposti i modelli di intervento terapeutico (dalla psicofarmacologia alle varie modalità psicoterapiche) specificandone la teoria, le indicazioni, i limiti. Tutto il Manuale è comunque impostato, da una parte, in opposizione al riduzionismo biologico-psicofarmacologico ed alla frammentazione operata dal DSM-IV; dall'altra esprime la necessità e la possibilità di una visione unitaria psicodinamica e di un conseguente approccio psicoterapeutico alla malattia mentale.

Venezia è un pesce. Una guida
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Scarpa, Tiziano

Venezia è un pesce. Una guida

Feltrinelli Editore, 07/04/2000

Abstract: Non è vero che tutto è già stato scritto. Prendete Venezia: che cos'altro dire di originale su una città descritta da centinaia di poeti, romanzieri e viaggiatori di tutto il mondo? Eppure l'autore di questa guida molto sui generis, molto documentata, molto innamorata, sembra esserci davvero riuscito. Facendoci strada nella sua Venezia, Tiziano Scarpa trascura il solito elenco di itinerari e monumenti. Accompagnatore corporeo, cicerone spirituale, racconta le esperienze fisiche e emotive che si possono fare soltanto nella città lagunare, in nove capitoli che danno ascolto agli organi del corpo e dell'anima: i piedi, le gambe, il cuore, le mani, il volto, le orecchie la bocca, il naso, gli occhi. Leggendole proverete le peripezie sensitive e sentimentali che si vivono solo qui: perché Venezia, prima ancora che un'anomalia urbanistica, è un modo inedito di stare al mondo, è l'esistenza reinventata da cima a fondo, è un laborioso e complicato capriccio dell'Essere. La Venezia di Scarpa ha anche una coda affascinante: un'appendice in cui si propone il meglio della letteratura sulla Serenissima e una piccola antologia di testi veneziani, fra cui un reportage tradotto per la prima volta in italiano di Guy de Maupassant, e un ritratti della città firmato dallo scrittore brasiliano Diogo Mainardi.

Il sole dei morenti
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Izzo, Jean-Claude - Doriguzzi, Franca

Il sole dei morenti

Edizioni e/o, 01/01/2000

Abstract: Dopo il successo travolgente della trilogia dei noir marsigliesi - Casino totale, Chourmo, Solea - Jean-Claude Izzo, ha scritto questo romanzo altrettanto nero, altrettanto impregnato di quella nostalgia per una felicità impossibile che è una nota caratteristica della sua scrittura. Il sole dei morenti non è un giallo, come non erano solo dei gialli i suoi romanzi precedenti. È la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce in strada: quello che chiamano un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell'alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare la città dove aveva scoperto l'amore. Il sole dei morenti è la storia di un viaggio e di una vita. Un romanzo struggente, di rara umanità.