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In presenza di Schopenhauer
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Houellebecq, Michel

In presenza di Schopenhauer

Milano : La nave di Teseo, 2017

Abstract: Non c'è dubbio che, lanciandosi nella stesura di questo testo significativamente intitolato In presenza di Schopenhauer, Michel Houellebecq abbia voluto condividere con i propri lettori questo incontro per lui così decisivo. La forza della rivelazione suscitata in lui da quella lettura, infatti, è innegabilmente legata allo shock procurato dal riconoscere un alter ego con il quale si capisce subito che sta per instaurarsi un'intesa duratura. Schopenhauer l'esperto di sofferenza, il pessimista radicale, il solitario misantropo, si rivela una lettura confortante per Houellebecq - in due ci si sente meno soli. Tanto da indurci a chiedere: Houellebecq era schopenhaueriano prima di leggere Schopenhauer, o è stata questa lettura a renderlo quello che conosciamo? Era già, fondamentalmente, non riconciliato (con il mondo, con gli uomini, con la vita) o Schopenhauer ha seminato i germi del conflitto? Houellebecq amava già i cani più del genere umano, o bisogna riconoscere, qui come altrove, l'influenza di Arthur? (Dalla prefazione di Agathe Novak-Lechevalier)

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Fa sempre bene ritornare sugli Autori classici e sapere cosa ne pensano gli intellettuali di oggi. Solo non sempre concordo, ad esempio quando Michel dice che "unico a tutt'oggi tra i filosofi... entrerà nel campo dei romanzieri, dei musicisti e degli scultori". Però, a tutt'oggi molti filosofi vi entreranno: tipo? Adorno, Freud, Heidegger, Martinetti... E finalmente qualcuno che dà dello sciocco e del ridicolo a Nietzsche!

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