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Io ti troverò
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Stevens, Shane

Io ti troverò

Fazi Editore, 30/04/2012

Abstract: A dieci anni Thomas Bishop viene internato in una clinica psichiatrica poiché ha barbaramente ucciso la madre, che lo tiranneggiava da sempre. Quindici anni dopo, ormai uomo, evade dall'istituto e dà inizio a una fuga sanguinaria, lungo la quale sono ancora le donne a cadere. Un omicidio, poi due, poi saranno decine; Bishop tortura e uccide spostandosi da Las Vegas a Chicago e a New York. Un personaggio infero ma straordinariamente umano, del quale Shane Stevens è cronista implacabile e, a suo modo, sodale, raccontandone nel dettaglio l'infanzia e gli anni di reclusione, le piccole ingenuità quotidiane e la ferocia omicida.Ne emerge un indimenticabile ritratto della follia, di quel concatenarsi di storie, incontri o mancati incontri che conducono un uomo a cedere alla violenza, all'orrore, alla distruzione dell'altro e di sé. E accanto a quest'ombra inafferrabile che ferisce a morte le grandi metropoli del continente, scorre l'America degli anni Settanta, restituita attraverso una galleria di personaggi che gravitano intorno all'universo del crimine: poliziotti, medici, giudici, politici e giornalisti, un'intera società che si stringe attorno al primo serial killer della storia contemporanea.Contenuti extra: la corrispondenza personale tra Shane Stevens e l'amico John Williams (autore di Stoner)."Uno dei più grandi noir mai scritti".Carlo Lucarelli"Uno dei più acuti romanzi mai scritti sul lato oscuro dell'American Dream. Lo raccomando senza riserve!".Stephen King"Un libro immenso".James Ellroy"Sarà difficile per voi sfuggire agli artigli dei noir di Stevens".Luca Crovi"Un capolavoro".Paolo Di Stefano, "Corriere della Sera""Indimenticabile".Francesco Fantasia, "Il Messaggero""Magistrale".Anna Folli, "Il Foglio"

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Nascita di un serial killer

Caryl Chessman fu un criminale americano giustiziato nella camera a gas nel 1960, pena forse troppo dura se comparata ai reati di stupro e rapina.

Ritenuto Il bandito della luce rossa, un rapinatore/stupratore che si avvicinava alle coppie appartate in automobile fingendosi un poliziotto, accusa tra l'altro sempre rifiutata da Chessman fino alla fine dei suoi giorni, durante 12 anni di carcere riuscì a rinviare più volte l'esecuzione con svariati appelli, riuscendo di fatto a sensibilizzare il movimento contro la pena di morte che cominciava ad emergere negli Stati Uniti — in tal senso, Chessman fu una figura chiave.

Partendo dunque da un fatto realmente accaduto, Stevens romanza la sua trama a cominciare degli ultimi giorni di un criminale, non per renderlo il vero protagonista, ma per creare quella costante e ingombrante presenza che forgerà la vita di Thomas Bishop, un bambino continuamente maltrattato dalla propria madre — vittima di stupro da parte di Chessman —, che all'età di 10 anni deciderà di bruciarla e mangiane la carne.

Internato in un ospedale psichiatrico, Thomas vi trascorrerà i successivi 15 anni, alimentando la follia dei suoi pensieri, fino a quando non metterà in atto un semplice quanto ingegnoso piano per fuggire.

Da uomo libero, e grazie ad una sorprendente lucidità, Thomas scatenerà la sua violenza facendo strage di donne, universo che ritiene appartenere al Male.
Non si limiterà ad ucciderle, troppo facile, ma smembrerà i loro corpi sì da renderle irriconoscibili, il tutto senza provare il minimo rimorso o ripensamento, e beffando continuamente la polizia.

Datato 1979, è probabilmente uno dei primi (e migliori) romanzi a scavare nel fango dei pensieri di un serial killer, a lasciar trapelare come una valanga le riflessioni di una mente anaffettiva, in grado di percepire la violenza come unico strumento per esistere e la necrofilia come fonte di appagamento sessuale.

Ma nel romanzo non c'è solo violenza, c'è anche azione e suspense e politica — sì, perché mentre Bishop compie il 'lavoro' sporco, parte dell'America che gli ruota intorno, quella in grado di pilotare l'opinione delle masse, si affanna per sfruttare il sensazionalismo e ricavarne i migliori benefici.
Un viaggio on the road attraverso un'America di cadaveri.
Un viaggio che piacerà a molti, soprattutto se poco impressionabili.

Prologo
Le fiamme divorarono avidamente il corpo, consumando e dilaniando la carne e i muscoli. Sfaldata, poi annerita e carbonizzata, la pelle si disintegrò rapidamente. Braccia, gambe e torso si sarebbero presto ridotti a un mucchio di ossa sbiancate dalle fiamme. E, a tempo debito, la testa, privata dei tratti somatici, sarebbe divenuta simile a un teschio.

In silenzio, se non per quel gemito cantilenante che gli risaliva dal profondo della gola, il ragazzo, con gli occhi folli illuminati dal rosso bagliore delle fiamme, osservava il corpo che bruciava, bruciava, bruciava…

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