Forum » Recensioni

Dead city
4 1
Stevens, Shane

Dead city

New York [etc.] : Holt, Rinehart and Winston, 1973

17 Visite, 1 Messaggi
Utente 35548
40 posts

I Soprano ante litteram

Il Sogno Americano lascia intendere che per migliorare la propria vita, soprattutto dal punto di vista economico, per raggiungere la cima, ci vuole determinazione e coraggio, e perseveranza, molta perseveranza accompagnata dall'ambizione.

Ecco, i Boss, i mafiosi, il crimine organizzato, i picciotti, i picchiatori in carriera e i killer di questa New Jersey dei primi anni 70 se la cavano bene in questa filosofia, come fossero cresciuti a pane e Sogno. E per giunta possono ricorrere a tutte le forme di illegalità per trasformarlo in realtà.

Triste e spassoso leggere Stevens, capace di portare sulla carta quel tipo di quotidianità da goodfellas, mantenendola a dimensione uomo, rendendola comune nella sua eccezionalità, a darci l'idea del tipo di organizzazione con cui si autogestiscono, a mo' di impresa commerciale, con tanto di gerarchia a cui gli affiliati devono attenersi; o meglio, "dovrebbero attenersi": c'è sempre qualcuno che tenta la scalata con ogni mezzo, smanioso di essere il numero uno perché... be', vai a capire il perché, in fondo si tratta solo di Soldi e Potere.
Uno ce la fa, cento sono cadaveri stesi a terra.

Questi 'ceffi' sono proprio dei Sognatori. L'America deve andarne fiera.

Per diritto di cronaca:
chi di voi ha letto La metà oscura di Stephen King riconoscerà il nome di Alexis Machine, qui un Boss abbastanza defilato. La postfazione di quel romanzo recita:

"Il nome Alexis Machine non è di mia invenzione. I lettori di Dead City di Shane Stevens lo riconosceranno come il nome del capo malavitoso nel romanzo. L’ho adottato perché riassume perfettamente il personaggio di George Stark e della sua versione del boss criminale… ma anche in onore di Mr. Stevens, autore tra l’altro di libri quali Rat Pack, By Reason of Insanity e The Anvil Chorus. Questi romanzi, in cui interagiscono la cosiddetta
«mente criminale» e una condizione di irrimediabile psicosi per creare un sistema chiuso di perfetta malvagità, sono tre dei libri più notevoli sul lato oscuro del sogno americano. Sono opere di grande impatto, nella loro ori-ginalità, paragonabili a McTeague di Frank Norris e a Nostra sorella Carne di Theodore Dreiser.
Li consiglio caldamente… ma solo a lettori dallo stomaco forte e dai nervi d’acciaio."

  • «
  • 1
  • »

1120 Messaggi in 1010 Discussioni di 97 utenti

Attualmente online: Ci sono 2 utenti online