Vedi tutti

Gli ultimi messaggi del Forum

La colonna infame / un film di Nelo Risi ; sceneggiatura Vasco Pratolini, Nelo Risi ; dal saggio storico Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni ; musiche originali Giorgio Gaslini

La tortura è veracemente lombarda, quanto la sua fine. Ci si chiede invece se siano lombardi o spagnoli il legalismo, gli azzeccagarbugli. Il sospetto la calunnia il capro espiatorio, sono tipici invece di ogni cultura e ogni epoca. Gaslini sembra più tradizionale del solito. Wilhelm Reich rivive in controluce perché qui non c'è solo il batterio Yersinia ma soprattutto la peste emozionale, che dissecca anche la sessualità di Berger inquisitore laico. Le confessioni finali ai frati e i perdoni valgono il capolavoro. Del resto... "Sono un cristiano anch'io!".

InFame - Ambra Angiolini

Un libro autobiografico, interessante perchè non sapevo nulla di questo problema che è la bulimia. Il fatto che sia scritto da una persona conosciuta, probabilmente può aiutare sia chi ne soffre, sia chi le vive accanto

Capriccio / un film di Tinto Brass

Esempio di film in vhs che fatica a trovare distribuzione in dvd, stiamo perdendo gli anni '80. Il lungometraggio di per sè è osceno, ma non per i contenuti banali, piuttosto per lo stile, l'insistenza inutile su frammenti di vagina, il pudore insensato della nudità maschile. Unica consolazione i flashback della guerra, un po' curati nella scenografia, fotografia, situazioni. Il cameo dello stesso Brass è quanto di più kitsch si possa pensare, guardone e toccone. Tanta tristezza per il bel Luigi Laezza morto a Scauri nel 2018. Povero, doppiato da Claudio Sorrentino. È come se ci fosse qualcosa di geniale, finanche nobile, che la tecnica non riesce a far emergere e che è comunque guastato dal cattivo gusto.

Vittoria e Abdul - directed by Stephen Frears

VICTORIA & ABDUL è un film del 2017 di Stephen Frears.
A seguito del ritrovamento nel 2010 dei diari personali di Abdul Karim, venne riscoperta la storia particolare tra la regina Vittoria (ormai vedova da molti anni) e l'indiano di religione musulmana Abdul Karim, che fu servitore personale della regina dal 1887 fino alla morte della sovrana, avvenuta nel 1901. Sebbene il successore abbia voluto cancellare questa rapporto tra i due, sono alla fine emersi i diari di questo personaggio impossibile da dimenticare (era presente nelle foto personali): il ritrovamento dei diari ha permesso la creazione del saggio di Shrabani Basu, che in Italia ha lo stesso titolo del film.
Nel ruolo della longeva monarca c'è Judy Dench (che aveva già interpretato la regina Vittoria in 20 anni prima), mentre Ali Fazam nel ruolo di Abdul Karim.
Difficile capire nel film capire che cosa la regina provasse per Abdul: sicuramente aveva bisogno di qualcuno con cui poter essere sincera.
Il film è stato girato in località reali, tra cui soprattutto Osborne House sull'isola di Wight, residenza personale della regina durante il suo lungo regno.
Sono stato davvero piacevolmente sorpreso da questo film girato in luogo storici esistenti e con una cura dei costumi sicuramente notevole.

Uccido chi voglio

Ci siamo ormai affezionati al nostro Counselor della Rigenerazione Esistenziale e ai suoi libri, sia quelli che incessantemente ci consiglia in corso d’opera, sia quelli che in questo giallo sono inconsapevoli, innocenti ispiratori di un diabolico intreccio omicida: Vince Corso si trova ad essere involontario detective e vittima designata di un complotto ordito da una setta sanguinaria che insinua in tutto l’orbe le sue delittuose ramificazioni con cieca (è proprio il caso di dirlo!) crudeltà. Omicidi letterari, cani avvelenati, tatuaggi, un commissario di nome Ingravallo (niente meno…) e un rapporto quanto mai tormentato con la figura paterna fanno di quest’ultima fatica di Stassi un vero capolavoro da assaporare parola per parola.

Uccido chi voglio - Fabio Stassi

Ci siamo ormai affezionati al nostro Counselor della Rigenerazione Esistenziale e ai suoi libri, sia quelli che incessantemente ci consiglia in corso d’opera, sia quelli che in questo giallo sono inconsapevoli, innocenti ispiratori di un diabolico intreccio omicida: Vince Corso si trova ad essere involontario detective e vittima designata di un complotto ordito da una setta sanguinaria che insinua in tutto l’orbe le sue delittuose ramificazioni con cieca (è proprio il caso di dirlo!) crudeltà. Omicidi letterari, cani avvelenati, tatuaggi, un commissario di nome Ingravallo (niente meno…) e un rapporto quanto mai tormentato con la figura paterna fanno di quest’ultima fatica di Stassi un vero capolavoro da assaporare parola per parola.

La dittatura dei dati - Brittany Kaiser

Si legge come un thriller, ma è il diario dell'autrice durante la sua collaborazione a Cambridge Analytica, la società di consulenza che, grazie all'acquisizione e alla manipolazione dei dati degli utenti dei principali social network (in primis Facebook), ha pilotato elezioni in tutto il mondo: Trump 2016 e Brexit fra i loro successi.
"Non si vincono campagne con i fatti, ma con le emozioni" dichiara Alexander Nix, CEO di CA: peccato che le emozioni su cui si ottengono maggiori successi siano la paura e l'odio.
Orwell si è sbagliato di una trentina d'anni quando prevedeva il grande fratello, e il suo incubo è diventato realtà, a cui tutti sottostiamo inconsapevoli e divertiti.
Io mi chiedo: ma possibile che tutte le più importanti innovazioni dell'uomo (dall'energia atomica in avanti) abbiano più successo in campi riprorevoli (guerre, dittature, controlli economici e compagnia cantante) piuttosto che in attività che migliorino la società?

Un amore - Dino Buzzati

Il titolo presenta bene l’argomento del libro: un amore, nel senso che l’amore può assumere forme diverse e questo è uno dei tanti tipi di amore.

Lui, borghese, con poca confidenza con la parte più viscerale, bassa ed istintiva dell’essere umano. Lei, sogna di essere parte di un mondo borghese ed intanto vive come le viene, traendo il massimo dalla sua giovinezza, dalla sua indipendenza ed anche dalla sua innocenza. Perché di fatto, anche se in taluni momenti sembra furba e crudele, lo fa con l’innocenza di una ragazzina. Una ragazzina che sta sperimentando cosa vuol dire diventare donna.
I due si incontrano in una fase particolare della vita di lui: oramai non più giovane sente il bisogno quasi fisiologico di ‘conquistare’, di avere una donna. Non è una conquista della lussuria (non vi è nessuna traccia di lussuria in tutta l’opera) ma un bisogno dell’anima. La sua è una voglia di riscatto. Non ha mai avuto una donna, non ha mai avuto la prodezza di approcciarsi ad una donna ed ora vorrebbe meritarsene una. Ma, ahimè, lo fa alla maniera borghese: comprando un’apparenza. E' un uomo che manca di coraggio, che crede di osare solo perché intrattiene rapporti con una giovane donna ‘libera’ (purtroppo in quegli anni ‘libertà’ era una sfumatura di prostituzione e viceversa). Ma alla sera rincasa da sua madre, tornando ad essere lo stesso di sempre e a reprimere ogni fiammella di carnalità.

Twin Peaks - regia David Lynch

TWIN PEAKS. FIRE WALK WITH ME è un film del 1992 di David Lynch, uscito un anno dopo la brusca conclusione della serie TV TWIN PEAKS.
A causa di questa brusca conclusione, il regista decise di non girare un seguito della vicenda, ma un cosiddetto "prequel" con gli ultimi 7 giorni di vita di Laura Palmer, la vittima dalla cui morte è partita la serie TV.
La serie TV si è conclusa in modo visionario: Lynch nel film continua su questa strada, ma più che chiarire con il suo linguaggio visivo e con una narrazione non lineare pone più domande allo spettatore. Tuttavia, ci permette di entrare nella mente e nel cuore di Laura Palmer e possiamo capire perché avesse questa doppia vita.
Il film è diviso in due parti: il proseguimento dell'indagine sulla morte di Teresa Banks (prostituta uccisa un anno prima di Laura) e poi gli ultimi 7 giorni di vita di Laura Palmer. Compare, però, già l'agente Dale Cooper nella prima parte del film e poi in sogno a Laura.
Il film non ebbe successo né di critica né di pubblico: oggi è stato riscoperto e rivalutato meglio, visto che è l'inizio del linguaggio antilineare e antinarrativo tipico del regista americano.
Buona questa edizione della Raro Video: qualità dell'immagine davvero soddisfacente. E' disponibile anche un breve fascicolo che ci dà qualche informazione sul film. Tra i contenuti speciali, invece, alcune brevi interviste agli interpreti del film (quasi tutti anche interpreti nella serie TV).