Vedi tutti

Gli ultimi messaggi del Forum

Il mio vicino Totoro - un film di Hayao Miyazaki

Ahimè questo Hayao Miyazaki dell'88 è piuttosto deludente: sì, bucolico come molte opere che vengono dal paese del sol levante, ma non sufficiente a farne un punto di riferimento della filmografia per ragazzi, o meglio per bambini, perché un po' infantile, ebbene sì, lo è, non si può proprio dire che possa piacere a "grandi e piccini". E nonostante ciò il buon Mereghetti, nel suo "100 capolavori da far vedere ai vostri figli", lo addita addirittura a suo film preferito in assoluto! Sopravvalutato.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle - Stuart Turton

Un thriller di notevoli dimensioni e molto denso di azioni, intrigante e labirintico, in cui è facile smarrirsi. La storia è interessante e moto particolare, parecchio contorta e con troppe sottotrame che rimangono nell'ombra. Inevitabile arrivare fino in fondo per svelare il mistero ma troppe situazioni rimangono sospese. E, forse per la complessità, in alcuni punti lo svolgersi delle vicende sembra presentare delle incongruenze (ma è davvero difficile dirlo).
Comunque, una bella lettura.

Rete padrona - Federico Rampini

Rampini è sempre molto stimolante e anche colto e divertente nella scrittura. Certo l'argomento è fortemente obsolescente cioè già dopo un lustro inizia a portar male i suoi anni, diventa storia della tecnologia e della sua ricezione sociologica. Ad esempio, sui google glass o sulle google car o ancora sui famigerati 99 centesimi per whatsapp o sulla capacità illimitata di gmail (ricordo che è gratuita fino a 15 GB)... Lo ringrazio per avermi fatto conoscere eventi che mi sono sfuggiti in quanto saturato dalle notizie anche insignificanti. Troppi, innumerevoli, gli spunti di riflessione, dalla tendenza alla distrazione ogni 15 minuti (fosse!) alla sindrome FOMO (fear of missing out) all'importanza della demografia (ma non è necessario "bonificare" le paludi per debellare la malaria) all'uso di neologismi come balcanizzazione ecc. Mi resta una bella domanda alla fine di tutto: ma se sbarcassero gli alieni (ormai nulla è improbabile di questi tempi), come distingueremmo le fake news?

R: Tre piani - Eshkol Nevo

Il filo rosso di questo libro - suddiviso sapientemente in tre storie che si intrecciano grazie ad un condominio condiviso - è l'amore in tutte le sue forme: l'amore di una padre verso la figlia, l'amore per le amiche, l'amore per il marito defunto e un rinnovato amore per se stessi. La storia scorre e intriga come un film. Una storia atrocemente dolce, che si racconta come il più intimo dei segreti.

La seconda vita di Missy Carmichael

Missy ha quasi 80 anni - è sola, i figli hanno seguito la propria strada e sono lontani.
Le sue giornate trascorrono in solitudine, ma a poco a poco Missy si lascia avvicinare da alcune donne che incontra casualmente al parco ... e la loro amicizia ed il loro calore la salveranno e le ridaranno la forza per affrontare la tristezza che la circonda in casa; è la sua seconda vita.
E' un romanzo tenerissimo!

"Non avevo ancora molto da ascrivere ad Alistair, ma almeno ero stata invitata a prendere un caffè e ci ero andata, in un certo senso. Un passetto per volta. Passi da vecchia signora. Anche se non sapevo esattamente verso dove".

Perché? - Umberto Galimberti, Irene Merlini, Maria Luisa Petruccelli

Interessanti scelte, anzi direi temerarie con filosofi anche contemporanei, otto su cento! Da esperto, direi ottima la presentazione su Schopenhauer, pessimistica e terribile comme il faut! Meno azzeccata la domanda finale, meno comprensibile da un ragazzo, che poteva esprimersi con un: "Desideri veramente quello che vuoi?", ad esempio.

Insegnami la tempesta - Emanuela Canepa

La vicenda ruota intorno a 3 donne, che dovrebbero essere legate ed invece sono lontane e rancorose l'una nei confronti dell'altra.
Sono Emma - una madre; Matilde - sua figlia; Irene - era la migliore amica di Emma in gioventù, poi è improvvisamente scomparsa per entrare in un convento di suore di clausura.
I rapporti sono tesissimi ma forse poi le 3 donne potranno riavvicinarsi e ricucirli.

"Emma ebbe paura. Non aveva le risorse per sopportare anche questo. Aprì la bocca per rispondere, e proprio allora Irene disse: "Matilde non voleva che ti chiamassi, ma le ho detto che questa è l'unica condizione che pongo perchè si fermi qui. Che tu sappia che sta bene, e che è con me".