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Gli ultimi messaggi del Forum

Ils se sont tus - di Khaled Lakhdar Benaissa

The project ha tutti gli ingredienti dell'orizzonte fenomenologico arabo-tunisino: tutti che fumano, dicono parolacce, danno un calcio alla palla, non mettono il velo, parlano francese con le guardie, quella che io posso immaginare sia la vita quotidiana al di là dello stretto di Sicilia... Il tutto condito con estremo realismo crudo (però ci potrebbe anche essere un realismo romantico, o no?). Alla fine è una bella metastoria sui meccanismi di censura e produzione cinematografica. Waramutsého invece è il Ruanda visto dalla Francia, Kigali da Tolosa: che cosa è successo nel 1994 nel mondo, agli africani emigrati che chiamavano casa e che dovevano continuare a confrontarsi faccia a faccia tra loro? Ils se sont tus, infine, è un film surreale dove vediamo sventolare rumorose bandiere pakistane a Namur, in Belgio.

Harakiri - regia Masaki Kobayashi

Una volta non si davano le dimissioni... Qui siamo nel Giappone del 17° secolo e il suicidio era proprio un rituale codificato, spettacolarizzato. Kobayashi è stupefacente, non solo Kurosawa insomma. Più di due ore, un po' impegnativo (è solo in lingua giapponese coi sottotitoli) ma ne vale la pena. Anche la struttura è interessante, una storia nella storia e poi un'altra storia. Musiche contemporanee di Takemitsu. Pensare che Mishima abbia potuto vedere questo film fa un po' accaponare la pelle...

Dimmi che non può finire

Amanda vive una complicata esistenza "guidata" dai numeri: ne è completamente schiava, li vede ovunque e regola di conseguenza ogni attività quotidiana.
In particolare i numeri le hanno insegnato a non aspettarsi nulla di buono dalla vita, e soprattutto a tenersi lontana e a rifuggire da tutto ciò a cui potrebbe eventualmente legarsi (che sia il posto di lavoro, o una persona) perchè questi legami non le porteranno altro che dolore e sofferenza.
Ma un bambino a cui accetta di fare da baby sitter riesce a farla ricredere e a darle fiducia in se stessa e negli altri.

C'era una volta adesso

La pandemia ed il lockdown vengono raccontati con intelligenza e grande ironia da un bimbo, Mattia, che vive questa situazione all'età di 9 anni con la pesante presenza in casa di un padre sino ad allora assente e lontano.
Piacevolissimo e divertente!

"Sono diventato grande da piccolo, quando un virus mi costrinse a chiudermi in casa con una persona che detestavo.
(...) Non ero solo. Tutto il mondo affrontava la stessa prova. Qualcuno ne approfittò per cambiare. Qualcun altro non ci riuscì.
(...) Prima che io nascessi, il mondo era già impazzito per un programma televisivo intitolato "Grande Fratello", dove alcuni sconosciuti venivano rinchiusi in una casa sotto lo sguardo petulante delle telecamere ed uscivano uno alla volta quando il pubblico li eliminava. La clausura imposta dal virus replicò l'impazzimento nella vita reale, ma con due differenze decisive: i concorrenti si conoscevano tutti benissimo, o almeno così credevano, e non era possibile sbattere fuori di casa nessuno".

Il dossier Rachel - Martin Amis

Un diciannovenne, un adolescente davvero narcisista e preso da fissazioni erotiche/letterarie, è colpito dal fatto di essere sull'orlo dei vent'anni e decide che gli manca l'esperienza della seduzione di Una Donna Più Grande, trovando il suo obiettivo in una ragazza di pochi mesi più grande di lui, e per 250 pagine Amis ci fa entrare in dettaglio microscopico di questa affaire. Una specie di "Diario di Adrian Mole" in versione scatologica. Non si sa se l'autore vuole descrivere la propria esperienza, oppure se pensa di descrivere, in maniera caustica e assai irreverente l'esperienza universale, ma alla fine il risultato è noioso e banale. Amis è famoso per questo suo stile e tono da iconoclasta ma c'è da chiedersi se basta ciò per scrivere qualcosa che valga come letteratura.

Il quaderno dell'amore perduto - Valérie Perrin

Così come per "Cambiare l'acqua ai fiori", della stessa autrice, anche questo è un romanzo delicatissimo e per me indimenticabile, lieve e molto dolce.
Mi ha incuriosito moltissimo il passato della vecchina Helen e la tenerezza nei confronti degli anziani, così come ho amato la sensibilità della giovane Lucien.
Scorrevole commovente e delicato.

Renzusconi - Andrea Scanzi

Scanzi in questo titolo, come anche nei libri "I cazzari del virus" e "Il cazzaro verde" dà il meglio di sè in quanto a verve e spirito irriverente e comico nello stesso tempo. Frasi brevi, battute fulminanti, non le manda certo a dire, ed espone in maniera più che chiara i suoi "gusti" politici (che non sono certo verso la Lega o la destra in generale). Il libro è piccolo, si legge in poche ore, ma l'esposizione è talmente concisa e "pregna" che necessiterà una rilettura per essere assimilata al meglio. Una satira così originale, con battute praticamente memorabili, val bene la pena di essere riletta più volte.

Ali d'argento - Camilla Lackberg

Molto deludente. Mi aspettavo un giallo simile ai precedenti, avvincente e ben orchestrato, ma non mi è piaciuto. i continui riferimenti alla sorellanza e le scene di sesso mi sono sembrate un po' eccessivi.

Le avventure di Washington Black - Esi Edugyan

Una via di mezzo tra "Underground Railroad" e la sua storia di schiavi fuggiaschi e le avventure di "Il giro del mondo in 80 giorni" di Verne, senza essere né uno né l'altro. Inizia con la vita, crudele degli schiavi e oppulenta ma isolata dei padroni, in una piantagione dei Barbados, per poi cominciare delle avventure un pò stiracchiate come credibilità tra l'Artico, il Canada, l'Inghilterra e infine il Marocco, ma senza che ci sia un vero nesso nel racconto, che va avanti senza avere un qualche obbiettivo chiaro, tranne i tormenti del protagonista, il ragazzo sfuggito alla schiavitù grazie all'aiuto di un suo padrone, e del suo salvatore, entrambi apparentemente mossi da ricerche interiori infinite, alla fine noiose e stucchevoli. Stilisticamente, l'autore ama poi fare il misterioso quando annuncia una novità nella trama, che poi immancabilmente risulta essere una cosa ovvia, delusione che rende un pò sopra le righe tutta la storia. Mi aspettavo molto di più, ma alla fine sono rimasto deluso.

Seni e uova - Mieko Kawakami

Avevo grandi aspettative su questo libro avendone letto ottime recensioni. E invece mi ha deluso. Si tratta in realtà di due libri che l’editore italiano ha accorpato. Il primo è incentrato su una donna che intende rifarsi il seno, il secondo sulla fecondazione assistita. Non sono andata oltre il primo e nemmeno l’ho finito. Dopo cento pagine di discorsi sui seni e le loro fattezze ho abbandonato la presa. Per me può bastare così.

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti - Olga Tokarczuk

Il mondo, e l’universo intero, insieme al quotidiano filtrati attraverso lo sguardo originale e ironico di un’anziana donna, appassionata di astrologia, che vive in una casa in mezzo a un bosco. Una lettura a tratti surreale, ma intensa e coinvolgente. Confesso di averlo preso in mano con una certa diffidenza forse anche scoraggiata dal titolo non troppo invitante (poi ho scoperto che è un verso di Blake). Dietro consiglio di una lettrice di cui mi fido ho però superato l’esitazione. E ne sono contenta perché, con apparente leggerezza ma con grande incisività, si è indotti a riflettere sulle disarmonie tra l’uomo e il creato, di cui l’uomo stesso è il primo e unico responsabile e anche, ormai lo abbiamo tutti sotto gli occhi, la prima vittima. E soprattutto le pagine di questo libro sono, senza mezzi termini, un manifesto contro la caccia.
Aggiungo e lo dico sottovoce e incidentalmente perché può sembrare una totale assurdità (ma ognuno, in fin dei conti vive i libri come crede) che la freschezza di scrittura (nonostante la traduzione lasci un po’ a desiderare) e di approccio alla vita mi ha fatto tornare in mente “il giovane Holden” di Salinger. Janina, che non vuole essere chiamata così, anche se questo è il suo nome, mi è sembrata, a tratti, un’anziana “giovane Holden”.
Non so se l'autrice sia veramente meritevole del premio Nobel (non ho letto altri suoi libri), ma è innegabilmente dotata di originalità e di un piglio tutto suo.